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Scaffale di Maggio 2010 - "MARIO TOBINO"

Per la Giornata Mondiale del libro del 23 aprile 2010, la Biblioteca dedica la vetrina tematica allo scrittore Mario Tobino in occasione del centenario della sua nascita.

Mario Tobino nasce a Viareggio nel 1910. Medico e psichiatra, pubblica alcune raccolte di poesie negli anni ’30, nel 1942 il romanzo Il figlio del farmacista e dopo la guerra ne ripercorre il ricordo con i racconti brevi Bandiera nera (1950), pubblicato l’anno dopo con L’angelo del Liponard e Il deserto della Libia (1952), più avanti con Il clandestino (1962) che gli vale lo Strega. Racconta spaccati di vita professionale con Le libere donne di Magliano (1953). La sua produzione continua con L’asso di picche (1955), La brace dei Biassoli (1956). Escono nel 1966 Sulla spiaggia al di là del molo e nel 1968 Una giornata con Dufenne. Nel 1971 pubblica uno dei romanzi più famosi, Per le antiche scale, Premio Campiello l’anno dopo, nel quale offre uno spaccato drammatico della vita di manicomio. Seguono Biondo era e bello (1974), una “biografia” di Dante Alighieri, La bella degli specchi (1976, premio Viareggio), Perduto amore (1979), Gli ultimi giorni di Magliano (1982), La ladra (1984), Zita dei fiori (1986) Tre amici (1988), Il manicomio di Pechino (1990). Muore ad Agrigento nel 1991.Dopo la sua morte è stata pubblicata la raccolta di scritti di natura autobiografica: Una vacanza romana (1992).



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Mario Tobino, Il figlio del farmacista

Il figlio del farmacista è la prima opera in prosa di Tobino dopo tre raccolte di poesie. In questo libro lo scrittore toscano ci racconta la vicenda di un'anima a disagio nel mondo, a contatto con una collettività fatta di persone che hanno una sensibilità molto diversa dalla sua.Scritto nel 1938, ma pubblicato nel 1942, viene definito romanzo a sfondo autobiografico; ritroviamo così la vita nel paese natio (Viareggio), la farmacia del padre, gli studi a Bologna, la laurea in medicina, l’esperienza con gli alpini in Alto Adige, il manicomio dove Tobino inizia a lavorare.




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Mario Tobino, Il deserto della Libia

Libro che racconta paesaggi, incontri, avventure, uomini, figure, esprimendo la collera di una generazione mandata allo sbaraglio in una guerra non sua, “soldati senza bandiera”.Scorre in tutta la narrazione il sentimento caldo del vivere, la bellezza, la fantasia, la gioia di sentirsi giovani.




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Mario Tobino, Il clandestino

Il Clandestino è un romanzo che gronda vitalità e freschezza e riesce a spiazzare i lettori. Tobino ha costruito un romanzo solido, con un suo impianto narrativo, le sue spiegazioni storiche, le descrizioni, l’analisi di personaggi e paesaggio, ma, a ben guardare, la sua vitalità, la sua passione per l’essere umano sono rimasti intatti e lo scrittore è riuscito a narrare vicende storiche – l’inizio della Resistenza – con i toni dell’avventura, della saga eroica.




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Mario Tobino, Sulla spiaggia e di la’ dal molo

Sulla spiaggia e al di là dal molo è una raccolta di racconti che diventano il "romanzo di Viareggio". Protagonisti: una terra battuta dal sole e dal vento e un popolo fiero e infantile, anarchico e amante della dissipazione, avvezzo alle tribolazioni della marineria e amante al tempo stesso della gioia di vivere. Di questo popolo e di questa terra Tobino si fa cantore, ne raccoglie i segreti custoditi e amati, li fonde con rievocazioni di luoghi e persone, ricordi personali, brevi richiami storici.




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Mario Tobino, Una giornata con Dufenne

Pubblicato nel 1968 il romanzo "Una giornata con Dufenne" descrive con toni introspettivi e autobiografici l'incontro tra alcuni ex compagni di collegio nell'incanto della campagna toscana. L'evento apparentemente leggero e lieto diventa subito amara e malinconica occasione per una riflessione sul corso della vita, per la constatazione della divergenza tra i sogni della giovinezza e il disincanto della maturità.




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Mario Tobino, Una vacanza romana

Libro di racconti nei quali aleggia una consapevolezza che la vita sta finendo; infatti nel consegnarlo ai lettori lo scrittore disse che sarebbe stata la sua ultima fatica.




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Mario Tobino, Due italiani a Parigi

Pubblicato nel 1954 è uno dei libri piu’ vitali e curiosi di Tobino. La Parigi del dopoguerra viene mostrata dall’autore, in questa sorta di diario di viaggio,con il suo aspetto sgangherato, con le sue quinte fatiscenti, le annoiate routines di una fabbrica del divertimento industriale e senza anima.




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Mario Tobino, Zita dei fiori

Questa raccolta di racconti deriva il suo titolo da Zita, fantesca toccata dalla santità che , nella Lucca del Duecento, porta cibo ai poveri nel suo grembiule. E Lucca ricorre spesso negli altri racconti ad alimentare antichi orgogli comunali e impulsi di trasgressione e di evasione. Ritorna il deserto libico della guerra d’Africa e anche la storia della Toscana medievale e rinascimentale incarnata in toccanti figure femminili. In questo libro la ricchezza dei temi e dei personaggi trova nel racconto la sua giusta cornice accentuando così l’unicità dell’opera che accoglie mondi diversi in un universo narrativo.




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Mario Tobino, Gli ultimi giorni di Magliano

Quando nel maggio 1978 la legge 180, nota come "legge Basaglia", sancì la chiusura degli ospedali psichiatrici, Mario Tobino era direttore del manicomio di Lucca e in questo romanzo trasfuse, in un linguaggio esemplare, terso ed elegante nella sua fluidità, le proprie sensazioni: l'amarezza nel vedere il proprio lavoro quarantennale messo da parte; l'amore per una splendida figura di donna, Giovanna, e l'affetto per i suoi malati.




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Mario Tobino, La bella degli specchi

Raccolta di racconti in cui riappaiono tanti temi cari alla memoria e alla fantasia dello scrittore: dai ricordi della campagna d’Africa,alla rievocazione dei rapporti con gli amici (Pannunzio nella selva) ai gustosi quadretti storici (La livornese nell’arem).




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Mario Tobino, Tre amici

Amici, ma senza confessare apertamente di esserlo, tre studenti bolognesi vivono gli anni che precedono la seconda guerra mondiale fino ai giorni della Resistenza. Li accomuna l’immaginazione di un futuro migliore, l’insofferenza verso il regime. E’ un romanzo che rievoca piccole storie personali, struggenti microcosmi e vicende nazionali caratteristiche dell’opera di Tobino.




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Mario Tobino, Passione per l’Italia

Pubblicato nel 1958 è un racconto di viaggi e di immaginazioni.Tobino e sua moglie visitano la Grecia, la Germania, i segreti del Meridione italiano.La chiave d questo libro è l’amore reciproco di un uomo e di una donna:la luce nuziale della loro evasione.




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Mario Tobino, Per le antiche scale

Il dottor Anselmo, direttore di un istituto psichiatrico, cura i suoi malati come persone che hanno smarrito, il piu’ delle volte temporaneamente, la luce dell’intelligenza ma non quella dei sentimenti. In questo romanzo l’autore riesce a trasfigurare la propria esperienza di psichiatra in un intenso discorso umano. Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1972, e’ composto da una serie di racconti che hanno come filo conduttore la follia, il suo mistero, il suo impadronirsi degli esseri umani "come le termiti che si sono impadronite di una trave".




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Mario Tobino, La brace dei Biassoli

I Biassoli sono la famiglia materna di Tobino e assistendo la madre che ha voluto andare a morire nel paese e nella casa dei suoi, egli è come folgorato dai legami che lo uniscono alla sua gente.
Colloquio vitale, omaggio, rivisitazione delle proprie radici, riscoperta della vecchia casa e del paese - anche i luoghi parlano in Tobino – con empiti di puro lirismo, “La brace dei Biassoli” si conferma come uno dei suoi testi migliori.




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Mario Tobino, Biondo era e bello

Sullo sfondo di un quadro storico, colorito e vivace, che fa rivivere le lotte feroci ma anche il fervore culturale dell’età dei Comuni, la figura di Dante Alighieri viene restituita alla pienezza delle sue passioni umane , in un’opera che è insieme un romanzo coinvolgente e biografia rigorosamente documentata.




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Mario Tobino, La ladra

Romanzo breve, dalla trama lineare e dallo stile essenziale, “La ladra” è una storia semplice, con pochi personaggi, facilmente leggibile.
Rivela l’abilità – di psichiatra oltre che di scrittore – di Tobino nell’analizzare i sentimenti umani, specie quello di Assunta, che effettua un suo percorso esistenziale, sembra cambiare, ma poi la sua vera natura ha il sopravvento e la rende più felice.




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Mario Tobino, Le libere donne di Magliano

Le libere donne di Magliano è il diario di uno psichiatra, poeta e scrittore, scritto per dimostrare che anche i malati di mente sono creature degne di stima, rispetto e amore. A Magliano, ospedale psichiatrico di Lucca, le donne sono libere: una libertà dolorosa, senza dubbio, con i limiti di tutte le istituzioni totali; ma dove la tensione della fantasia, la manifestazione delle pulsioni, i vizi e le virtù di ogni donna sono rappresentati da Tobino, medico e credente, con un linguaggio espressivo molto pragmatico.




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Mario Tobino, L’Angelo del Liponard

Un mare calmo e senza vento sorprende il barcobestia diretto a Medusa. Gli undici uomini a bordo si trovano prigionieri della bonaccia, storditi dal silenzio del mare e immersi in un'inerzia infinita. I destini dei marinai si intrecciano con quelli della Fernanda, la moglie del capitano, che nell'immensità del mare diventa per tutti un'ossessione. Il racconto mescola le profondità dell'animo umano con una storia cha sa di salsedine dalla prima all'ultima riga.




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Mario Tobino, Bandiera nera

1936. L’Italia è lontana dalla Guerra passata e non sa quanto sia prossima quella futura. Un gruppo di giovani medici neolaureati deve sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione. Un piccolo gerarca di provincia, tronfio e ignorante, architetta un piano per venire promosso senza fatica presentandosi insieme a quelli che sa essere studenti migliori di lui.




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Mario Tobino, Il perduto amore

In un ospedale da campo in Libia, durante l'ultimo conflitto mondiale, un amore intenso tra un tenente medico e una crocerossina nasce e si rafforza nonostante gli orrori della guerra. L'avvenire sembrerà luminoso quando i due potranno rivedersi in Italia,ma è proprio da quel momento che ha inizio un progressivo distacco della donna. Il romanzo, nella sua capacità di fondere tenerezza e lucidità, rimpianto e realismo, si rivela come una delle opere più felici, ispirate ed equilibrate di Mario Tobino.




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Mario Tobino, Il manicomio di Pechino

In questo romanzo Tobino, come ne “Le libere donne di Magliano”, traccia un diario della vita quotidiana, delle difficoltà, delle sfide vinte e perdute, del manicomio che è chiamato a dirigere, ponendo l'accento sempre sulla dignità dei suoi malati, di quei "matti" che la società gli affida come degli appestati, ma in cui Tobino ritrova l'umano, il più che umano, e (in sintonia con Lacan), la libertà.