img © Rebecca Fritsche
L’accortezza è l’attenzione verso l’altra/o.
L’incertezza è l’impossibilità di sapere in anticipo quale attenzione sarà quella giusta.
Volevamo parlare di CURA e il rischio era quello di cadere in una rappresentazione pietistica che sentiamo non appartenerci: da un lato la figura fragile di chi ha bisogno di essere curato, dall’altro quella forte e solida di chi si prende cura. Il “sano” e l’“ammalato”, la persona “normale” e quella “divergente”, il “fragile” e il “forte”.
L’idea di CURA che vorremmo raccontare ha invece più a che fare con i vasi comunicanti: una continua sospensione tra l’essere sostegno per qualcuna/o e il riceverlo a nostra volta. Attraversiamo condizioni, bisogni e fragilità differenti, in momenti diversi del nostro cammino, senza che questi definiscano interamente ciò che siamo.
Possiamo allora immaginare la cura come una danza: un continuo movimento dentro e fuori da noi, in relazione con l’altra/o. Ascoltare, avvicinarsi, lasciare spazio, sostenere. E, inevitabilmente, sbagliare un passo, fermarsi, cambiare ritmo e riprovare. Perché non esiste una distanza esatta, né un gesto giusto per ogni persona e per ogni momento.
Questo è BASC 2026.
Questo è ciò che proveremo a raccontare attraverso le mostre, le performance e tutte le attività proposte nei tre weekend di settembre a Sustinente.
Dopo due edizioni del Ricarica Foto Festival abbiamo deciso di allargare la visione ad altre forme d’arte visiva e figurativa e torniamo con un nuovo nome, un nuovo logo e nuove proposte ma con il medesimo staff e il medesimo intento: utilizzare gli strumenti dell’arte e della cultura per agire sul territorio, rigenerando spazi, costruendo e rafforzando le interazioni tra le persone.
BASC – Biennale d’Arte Sociale e di Comunità si terrà a Sustinente (MN) dal 5 al 20 Settembre, vi aspettiamo!
img © Elisa Bresciani
IG @elisa_bi_81
Nata a Viareggio negli anni Ottanta, ha una formazione in neuroscienze e un continuo percorso di ricerca
intorno all’essere umano e alle forme invisibili che abitano la coscienza.
“Dopo gli studi, il caso e la necessità
mi hanno concesso la fortuna di camminare nei boschi per lavoro; ho imparato ad ascoltare il silenzio e
trovato un contatto con la dimensione spirituale.
Le mie immagini nascono dall’incontro tra intenzione e imprevedibilità. Attraverso il ritratto e
l’autoritratto indago ciò che rimane sospeso lasciando che ogni fotografia conservi una parte indefinita,
aperta allo sguardo e al mio stesso stupore, fatta di simboli, attese e apparizioni.”
IG @mara.patricelli
La sua fotografia è un viaggio tra memoria e destino, un’indagine tra luce e ombra, tra psicologia e autodeterminazione. Ogni immagine è una finestra sull’inconscio, un atto di sperimentazione che sfida le convenzioni e racconta l’identità in continua evoluzione.
Attraverso il mio lavoro, esploro il rapporto tra individuo e realtà, tra nostalgia e ironia, cercando la verità nascosta nei dettagli. La fotografia diventa così una testimonianza, un frammento di esistenza che ci riconduce a noi stessi.
IG @reillustracose
È un’illustratrice e animatrice 2D che vive e lavora a Genova. La sua ricerca nasce dall’esigenza di dare un’immagine a ciò che non sempre riesce a essere detto: emozioni, dinamiche interiori e paesaggi dell’inconscio. Attraverso un immaginario in equilibrio tra ironia e inquietudine, invita lo spettatore a riconoscersi nelle proprie fragilità.
È autrice, illustratrice e bibliotecaria. Progetta iniziative di promozione della lettura, dell’illustrazione e della grafica per tutte le età. Dopo gli studi al DAMS e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha firmato libri illustrati, collaborato con riviste e case editrici e preso parte a importanti festival ed esposizioni. Tra gli illustratori del progetto Italian Excellence – Pinocchio’s New Clothes per la Bologna Children’s Book Fair, è stata inoltre selezionata per curare l’identità grafica di FIL Niños 2026. Con Quinto Quarto ha pubblicato “Tutto come previsto” (2024), “B, il Buio e un buco” (2025). e “Spettro libera tutti” (2026).
Ha vissuto per dieci anni tra Londra e Francoforte sul Meno. Oggi vive felicemente in campagna, immerso nella quiete e negli ampi orizzonti della pianura padana.
Ha iniziato a dipingere intorno ai diciassette anni e ha frequentato per un periodo l’Accademia di Belle Arti di Francoforte sul Meno, oltre a diversi corsi d’arte. Tra le sue passioni ci sono l’arte, la natura, la musica e la lettura.
La poesia occupa un posto particolare nel suo lavoro: molte opere nascono infatti dalla lettura di versi e spesso proprio da quei versi prendono il titolo.
BASC è un progetto culturale che nasce dalla convinzione che l’arte possa essere uno spazio di incontro, ascolto e trasformazione.
Lavoriamo nei piccoli centri, costruendo occasioni in cui linguaggi, persone e luoghi possano entrare in relazione. Fotografia, arti visive, musica, teatro, danza ed editoria diventano strumenti per osservare il presente, attraversarne le complessità e generare nuove possibilità di confronto.
Ci interessa un’arte accessibile, capace di uscire dagli spazi che tradizionalmente le appartengono e di incontrare le comunità nei luoghi della vita quotidiana.
BASC significa prendersi cura delle relazioni: tra chi crea e chi osserva, tra memoria e contemporaneità, tra sensibilità differenti.
Il festival è uno dei momenti in cui tutto questo diventa visibile. Il progetto, però, comincia prima e continua oltre.